Oggi ho avuto modo di dialogare con connazionali residenti in Cina, in Australia, in Medio Oriente e persino in Africa, e di capire quanto le dinamiche di noi Italiani all’estero siano simili, e senza confini.

Al contrario dei miei amici candidati alla Camera in Europa, che stimo molto e con cui ho lavorato per anni nel PD Londra & UK, e che vedo ora viaggiare tra Francia e Germania, Inghilterra e Olanda, la Circoscrizione Africa, Asia, Oceania e Antartide è davvero troppo grande perché io possa attraversarla facendo campagna elettorale.

Ma grazie alle vostre risposte fornite al sondaggio online, che ho condiviso attraverso il mio sito e i social networks, inizio anche io a conoscervi e a trovare patterns comuni, a definire caratteristiche proprie degli Italiani emigrati in questa parte di mondo, e a trarre spunti di riflessione volti a elaborare un programma che sia realmente rappresentativo di chi è chiamato a votare in questa circoscrizione.

Cosa hai trovato qui che non ti ha saputo dare l’Italia?“. A questa domanda, il 67% delle persone ha risposto “Opportunità professionali e maggiore sicurezza economica“, seguita da  “Più servizi” e “Meno burocrazia e un’idea che tutto funzioni realmente“.

Alla domanda “Se volessi qualcosa dall’Italia, cosa vorresti – da Italiano all’estero?“, il 55% ha risposto “Maggiore chiarezza sulla normativa della pensione Italiana per gli Italiani residenti all’estero“, il 22% “Maggiore divulgazione Cultura Italiana tramite eventi, mostre, corsi di lingua Italiana, concerti, un Istituto di cultura” seguito da “Riconoscimento dei titoli di studio stranieri (inglese, americano, IB, ecc) anche in Italia“.

È altresì interessante notare come abbia risposto negativamente il 45% degli intervistati alla domanda “Ti senti un cervello in fuga?” (No!) e come il 51% sia d’accordo nel voler rientrare in Italia (contro un 48% che non sembra essere interessato).

La condizione primaria per poter rimpatriare è, per quasi il 70% delle risposte, “avere un buon lavoro” mentre il 28% dei casi tornerebbe in Italia “per la cultura dei propri figli“.

Queste risposte indicano una volontà ben precisa da parte di chi ha dedicato del tempo a completare il sondaggio, a collaborare per migliorare,  cambiare le condizioni degli Italiani residenti all’estero, percorrendo un cammino nuovo, insieme, in una piazza che forse non sarà quella di una città, ma che ci dà comunque la possibilità a modo nostro di dialogare.